{"id":330,"date":"2015-11-03T16:47:29","date_gmt":"2015-11-03T16:47:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.villadurini.it\/wp\/?page_id=330"},"modified":"2015-11-27T15:45:36","modified_gmt":"2015-11-27T15:45:36","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.villadurini.it\/wp\/?page_id=330","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<h2>600 anni di storia, dalla famiglia Corio \u00a0<strong>ai Durini ed ai Beltrami.<\/strong><\/h2>\n<h3>1400 e dintorni.<\/h3>\n<p>Con il termine Ronchetto si definisce oggi una localit\u00e0 a sud-ovest della citt\u00e0 di Milano lungo il Naviglio Grande. L\u2018antico centro, un tempo, era limitato a poche costruzioni isolate nella campagna, che ruotavano attorno ad un nucleo principale noto come cascina Ronchetto.<br \/>\nQuesto complesso oggi \u00e8 costituito da due parti distinte: da un lato, con ingresso al n. 13 di via G. Merula, si trova una cascina di origine ottocentesca che racchiude una grande corte rettangolare e dall\u2019altro, con ingresso al n. 15 di via G. Merula, sorge la quattocentesca Villa Corio-Durini-Beltrami.<br \/>\nLa lettura della pianta e degli elementi architettonici rinvenuti durante i lavori fanno risalire a questo periodo la costituzione di due assi diametralmente opposti e in linea con l\u2019antico viale di collegamento al naviglio di reminiscenza romana; l\u2019attuale Via Merula.<br \/>\nProprio dalle reminiscenze di storia ed arte, nel sobborgo e nella citt\u00e0 di Milano, si fa riferimenti ad uno stemma sopra il portale di ingresso del fabbricato principale; questo stemma aiuta a fornire una prima datazione certa al complesso di ronchetto. Raffigura, l\u2019emblema della famiglia Corio cio\u00e8 un leone uscente dalla partizione e una lettera C a carattere gotico; riporta anche le lettere I ed O riferite probabilmente a Giovanni Corio capitano delle guardie di Galeazzo Maria Visconti ucciso nel dicembre 1476. Tale stemma \u00e8 simile a quello riportato nella Basilica di Sant\u2019Ambrogio in Milano.<br \/>\nFamiglia Corio<br \/>\nLinguaggio araldico: Troncato nel primo rosso, a leone nascente d\u2019oro marassato nel secondo d\u2019argento\u201d.<br \/>\nLinguaggio corrente:stemma bipartito rosso nel primo campo, con un leone nascente e rampante; internamente bianco nel secondo campo<br \/>\nLe prime notizie storiche si hanno intorno al XVI secolo e riferiscono di un esponente della famiglia dei Conti Corio, pi\u00f9 precisamente di Giovan Angelo Corio membro dei vicari di provvisione nonch\u00e9 capitano delle guardie di Galeazzo Maria Sforza e concessionario del sale per Milano e Bereguardo; lo stesso (Giovan Angelo) esercitava anche il controllo della navigazione sul naviglio con la richiesta di un dazio ed \u00e8 probabilmente la vicinanza del Naviglio e la posizione strategica, che induce i Corio ad acquistare la Cascina Ronchetto.<br \/>\nBernardino Corio, il pi\u00f9 illustre personaggio della famiglia, nasce a Milano l\u20198 Marzo 1450 da Marco Corio conte di Turbino e da Elisabetta Borri trasferitasi a Milano presso la Corte Sforzesca. Erudito e storico presso la Corte ebbe l\u2019incarico di sovrintendere alla custodia e allo studio degli archivi ducali. Inizia a scrivere nel 1485 la \u201cPatria Historia\u201d, una preziosa storia di Milano che contiene anche notizie sugli eventi verificatasi in Italia durante la Rinascenza.<br \/>\nNel 1499 a seguito della sconfitta subita da Ludovico Sforza ad opera dei francesi, Bernardino abbandona la citt\u00e0 e si ritira per dedicarsi ai suoi studi in una campagna nei pressi di Milano ed \u00e8 probabile pertanto che si tratti proprio della Villa Corio-Durini-Beltrami.<br \/>\nCol Rinascimento la villa si arricchisce di nuovi ambienti e nuove decorazioni pittoriche; si tratta principalmente degli affreschi che decorano la Sala Picta.<br \/>\nUna grande sala forse precedentemente aperta sul giardino e arricchita da una fascia decorativa lungo la parte alta delle quattro pareti.<br \/>\nEseguita in affresco e realizzata in monocromia, nelle varie tonalit\u00e0 di grigio, segno di una committenza colta e di gusto molto raffinato, raffigura una sequenza di amorini danzanti tra un susseguirsi di foglie di acanthus disposte a formare girali e intercalate dalle alte infiorescenze della stessa specie vegetale. La scelta dell\u2019acanthus pur non essendo diffusa in Lombardia, \u00e8 molto conosciuta nel mondo classico perch\u00e9 gi\u00e0 presente nelle girali dei capitelli corinzi. Siamo dunque di fronte ad una grande sala decorata da devoti del corteggio di Venere, che stanno festeggiando un felice evento danzante in un trionfo di gusto rinascimentale. Possiamo dunque ipotizzare che si<br \/>\ntrattasse di una prestigiosa camera nuziale.<br \/>\nNella stessa decorazione sono presenti gli stemmi delle due famiglie nobili evidentemente unite tra loro da uno stretto vincolo di parentela e sono disposti alternativamente l\u2019uno di fronte all\u2019altro.<br \/>\nSulla stessa facciata \u00e8 murata una ceramica ispirata allo stile Della Robbia, raffigurante una Madonnina che si \u00e8 rivelata dall\u2019analisi dei materiale una terracotta finissima rivestita di smalto e probabilmente posta nella terza fase evolutiva della villa.<br \/>\nUn accesso \u00e8 costituito dall\u2019androne con volta a botte lunettata e affrescata tuttora esistente; affreschi datati tra la fine del \u2018500 e gli inizi del \u2018600.<br \/>\nL\u2019altro, di cui rimane solamente un ricordo nel paramento murario, dava accesso alle campagne circostanti.<br \/>\nRitroviamo riprodotti qui come nella Sala Pitta gli stemmi di famiglia.<br \/>\nI decori delle pareti rappresentano personaggi del mondo mitologico mentre le lunette sono ornate con delicate immagine di piante medicinali.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del seicento, le monache di Santa Maria della Valle vengono in possesso dell\u2019immobile e di molte altre propriet\u00e0 della famiglia per l\u2019estinzione del casato Corio.<br \/>\nIntorno al 1644 si insedia a Milano la famiglia Durini, feudatari di Monza, che incominciano ad acquistare propriet\u00e0 nel territorio.<br \/>\nNel 1670 la famiglia Durini entra in possesso di estesi fondi agricoli fra Lorenteggio, Ronchetto e Robarello e intorno al 1865 anche dei feudi di propriet\u00e0 della monache di Santa Maria della Valle tra le quali anche la Villa Corio.<br \/>\nDa questo momento inizia una nuova fase di ristrutturazione e ampliamento del fabbricato conferendo all\u2019edificio l\u2019attuale conformazione. Viene completata la corte centrale della Villa, chiusa la porta d\u2019accesso verso le campagne e realizzato un ampio giardino d\u2019impostazione<br \/>\nsettecentesca.<br \/>\nFamiglia De Duritis &#8211; Durini<br \/>\nLinguaggio araldico:<br \/>\n\u201cAl castello d\u2019azzurro e merlato alla guelfa, aperto e finestrato del campo; alla bordura composta di azzurro ed aperto abbasso, sotto un campo d\u2019oro, con aquila nera linguata di rosso.<br \/>\nLinguaggio corrente:<br \/>\nCastello Blu con due torri guelfe ed un\u2019aquila sul fronte.<br \/>\nNell\u2019ottocento la propriet\u00e0 viene acquisita dall\u2019architetto, restauratore e Soprintendente Luca Beltrami (nonch\u00e9 costruttore del Castello Sforzesco) che interviene nel restauro della villa, arricchendola di elementi in stile rinascimentale lombardo.<br \/>\nD\u2019interesse \u00e8 infatti il portico della Villa che fronteggia l\u2019aia dei rustici, composto da archi ribassati e sorretto da colonne binate in granito impreziosite da medaglioni in cotto raffiguranti soggetti religiosi e fedeli riproduzioni di quelli in pietra d\u2019Angera della basilica di Santa Maria delle Grazie.<br \/>\nLa sala disposta al centro di questo lato del fabbricato \u00e8 impreziosita da un grande camino in pietra arenaria di datazione seicentesca mentre sulla parete destra si pu\u00f2 ammirare un bassorilievo in pietra raffigurante la Risurrezione di Cristo.<br \/>\nNel 1984 la societ\u00e0 \u201cIl Ronchetto\u201d di propriet\u00e0 della famiglia Beltrami-Gadola cede al Comune di Milano una quota del 50% pro- indiviso della propriet\u00e0.<br \/>\nNel 1993 viene posto dalla Regione Lombardia il vincolo ambientale ex lege 1497\\39 per la zona dei navigli e con D.M. 26-05-97 il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali pone il vincolo di tutela ex lege 1089\\39 sul complesso architettonico denominato \u201cVilla Beltrami ed annessi\u201d.<br \/>\nNel 2006 la famiglia Casassa di Torino acquista l\u2019intera propriet\u00e0 e inizia l\u2019opera di valorizzazione e restauro del complesso monumentale oggi denominata \u201cVilla Durini al Ronchetto sul Naviglio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>600 anni di storia, dalla famiglia Corio \u00a0ai Durini ed ai Beltrami. 1400 e dintorni. 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